Si è concluso la scorsa settimana il nostro viaggio nel cuore del territorio. Mentre il “Sindaco in fuga” divideva il suo tempo tra gli uffici della Provincia e le passerelle di rito, NOI SIAMO CURTATONE è tornata dove la politica deve stare: in strada, tra la gente.
Abbiamo acceso i riflettori su chi per troppo tempo è rimasto nell’ombra. Da Buscoldo a San Silvestro, da Levata a Eremo, passando per Grazie, Montanara, Ponte Ventuno e Corte Spagnola. Non abbiamo saltato un solo chilometro, perché ogni angolo del nostro Comune merita la stessa dignità.
San Silvetro

San Silvestro ha parlato chiaro: basta decisioni calate dall’alto!
Mentre il Sindaco Bottani è impegnato a dividersi tra i troppi incarichi in Provincia, San Silvestro si sente giustamente dimenticata. L’incontro di ieri sera ha confermato quello che diciamo da tempo: i cittadini sono pronti a partecipare, è l’amministrazione che scappa dal confronto.
Via Chiesa è ormai l’emblema del disinteresse: traffico fuori controllo, ciclabili invase dalle auto e allagamenti a ogni pioggia. È inaccettabile che nel 2026 Curtatone sia ancora priva di un vero Piano del Traffico, lasciando i residenti a gestire il caos quotidiano da soli.
E la beffa continua con il progetto del fotovoltaico in via Punte: vogliono sacrificare terreno agricolo senza aver prima considerato i tetti pubblici o ascoltato il parere di chi vive nel quartiere. È l’ennesima scelta autoritaria che ignora l’impatto sul microclima e sulla vita delle persone.
Non va meglio al Campo Zaniboni. La promessa elettorale del 2020 è ufficialmente svanita: dopo cinque anni di silenzio, si profila una gestione privata che mette il lucchetto a uno spazio che dovrebbe essere di tutti, specialmente delle scuole e dei ragazzi. Noi crediamo invece in una San Silvestro che respira, sicura e curata. Vogliamo un piano della viabilità serio, lo stop al consumo di suolo agricolo e la restituzione dello Zaniboni alla comunità.
LEVATA

Levata ha parlato forte e chiaro: non vogliamo essere l’ennesimo quartiere dormitorio sommerso dal cemento.
Ieri sera eravamo in tantissimi a gridare che la frazione merita rispetto, non solo nuove lottizzazioni come Canova ed Edera che portano case ma zero servizi. Mentre il Sindaco Bottani corre tra un ufficio della Provincia e l’altro, noi restiamo imbottigliati nel traffico pericoloso di via Costituzione e via Levata, tra mezzi pesanti e parcheggi che mancano proprio davanti alle scuole.
È ora di finirla con le decisioni prese nelle stanze chiuse: vogliamo sicurezza vera, una biblioteca per i nostri ragazzi e uno stop deciso al fotovoltaico che mangia i campi agricoli. Noi siamo pronti a rimboccarci le maniche, come dimostra la bellissima iniziativa di piantumazione “Adotta un albero”, perché se l’amministrazione scappa, la comunità resta e si organizza per difendere il proprio territorio.
Buscoldo, Ponteventuno e San Lorenzo

Buscoldo, Ponteventuno e San Lorenzo: se muore la scuola, muore il paese. Noi non restiamo a guardare il declino!
L’incontro di ieri è stato un colpo allo stomaco: i numeri dicono che le nostre scuole stanno perdendo decine di ragazzi. Cinquanta studenti in meno alle medie in soli tre anni non sono un dettaglio, sono il segnale di un territorio che si spegne perché mancano i servizi. Se i costi di mensa e trasporti salgono e i laboratori pomeridiani restano un miraggio per chi non ha l’auto, le famiglie sono costrette a scappare.
Non vogliamo una Curtatone ridotta a un deserto di vetrine chiuse e strade buie: l
e frazioni devono tornare a essere il cuore della nostra programmazione, non l’ultima riga di un bilancio. 🥀
Mentre le strade cedono, come in via Bertani, o restano pericolose come in via Marconi e sulla SP420, ci sentiamo dire che “non ci sono soldi”. È una scusa che non regge più: la verità è che mancano i progetti e la capacità di andare a prendersi i fondi europei che altri comuni usano per rinascere. Noi crediamo in una comunità che non sta in silenzio, che pretende marciapiedi sicuri, fognature che funzionano e una rete internet che arrivi ovunque. La politica deve tornare a pensare alle prossime generazioni, non solo a gestire l’ordinario per tirare a campare.
Eremo

Eremo non è un bancomat per nuove lottizzazioni: i cittadini chiedono sicurezza e rispetto.
La sala di via Sanzio era piena perché la gente di Eremo è stanca di essere ignorata. Mentre si continua a progettare nuovo cemento, chi vive qui deve fare i conti con incroci pericolosi e la paura di camminare a piedi per la mancanza di marciapiedi protetti. Non è accettabile che un quartiere così dinamico sia ridotto a una periferia senza anima, dove i giovani e gli anziani non hanno un solo posto dignitoso per incontrarsi e stare insieme.
Il Parco Francia, che dovrebbe essere il nostro polmone verde, è ormai lo specchio di una manutenzione che manca di continuità: lo si cura a parole, ma nella realtà i cittadini vedono solo trascuratezza. Noi siamo stati chiari: basta consumare suolo agricolo, è ora di puntare sulla rigenerazione e sulla qualità degli spazi. La sicurezza non è un lusso e il decoro non può essere un optional garantito solo ogni cinque anni. Chi governa deve tornare a camminare per le strade di Eremo e ascoltare davvero chi le abita ogni giorno.
La nostra battaglia per un quartiere a misura d’uomo e non di metri cubi continua.
Grazie

Grazie non è un museo: il borgo chiede servizi e trasporti, non solo passerelle
A Grazie il tempo sembra essersi fermato, ma non nel modo giusto. Dietro la bellezza del borgo si nasconde una realtà fatta di isolamento e servizi che spariscono: oggi chi non ha l’auto fatica persino a raggiungere una farmacia o l’ufficio postale perché i trasporti pubblici sono un miraggio. È inaccettabile che una frazione così importante sia rimasta senza un bancomat e veda i propri negozi chiudere uno dopo l’altro nel disinteresse di chi governa.
Mentre l’amministrazione si limita a gestire l’ordinario, perdendo sistematicamente l’occasione di intercettare i fondi europei necessari per migliorare la mobilità, noi proponiamo una visione diversa.
Vogliamo che l’ex scuola elementare smetta di essere un deposito aperto solo nei giorni della Fiera e diventi un centro di aggregazione vivo, con spazi per lo studio e la socialità. Anche la sicurezza stradale nel tratto Quattro Venti non può più essere ignorata: servono interventi strutturali immediati per fermare la scia di incidenti.
La politica deve tornare a programmare il futuro di chi abita il borgo tutto l’anno, garantendo collegamenti sicuri e dignità ai residenti. Noi non ci rassegniamo a vedere le nostre frazioni spegnersi nel silenzio. Partecipa alla nostra mobilitazione e aiutaci a rimettere i cittadini al centro delle scelte: il tuo sostegno è l’unica forza capace di portare il cambiamento.
Montanara – Curtatone

Montanara e Curtatone meritano molto di più di una scuola ferma al 1934 e di una Statale 10 trasformata in una pista pericolosa per i mezzi pesanti.
L’incontro alla Sala Pognani ha dimostrato che i cittadini sono stanchi di un’amministrazione distratta da troppe poltrone, che ignora il degrado urbano e affida la cura del verde solo alla buona volontà dei volontari. Basta scuse sulla mancanza di fondi:
le risorse ci sono per chi sa partecipare ai bandi e ha una visione per il futuro del territorio. Dobbiamo difendere il valore delle nostre case dal raddoppio ferroviario e trasformare gli edifici abbandonati in centri vivi per giovani e anziani. Noi non resteremo in silenzio di fronte al declino sociale e commerciale del comune. Unisciti alla nostra battaglia: la tua partecipazione è l’unica forza capace di cambiare davvero le cose e ridare dignità a Montanara e a Curtatone.
