Lettera di Sabina Emiliani, candidata sindaca per Noi Siamo Curtatone, pubblicata sulla Gazzetta di Mantova in data 24 marzo 2026.

Ho letto con molta attenzione la lettera con cui il sindaco Carlo Bottani ha risposto ad un cittadino di Levata. Ciò che emerge tra le righe, al di là del tentativo di apparire sincero, è un profondo senso di rassegnazione che non possiamo ignorare. Sentir dire da chi guida la nostra comunità che non ha fatto tutto quello che aveva promesso e che la rassegnazione è quasi un atto dovuto di fronte alle scarse risorse o alla burocrazia è un segnale di resa.

Nessuno ha mai pensato che amministrare oggi sia una passeggiata, ma la rassegnazione non è e non sarà mai il nostro modo di agire.
Il sindaco ammette onestamente che il suo doppio incarico lo ha portato a essere fisicamente meno presente sul territorio. Questo però ha avuto un costo altissimo per la nostra comunità. Essere spesso lontano da Curtatone, impegnato nei pur legittimi compiti di Presidente della Provincia, gli ha fatto perdere di vista i problemi veri delle persone. Quando la gestione delle cose ordinarie, come la manutenzione delle strade o il decoro urbano, viene considerata un inciampo rispetto ai grandi tavoli regionali, significa che si è smesso di ascoltare la base.

C’è poi un passaggio che trovo emblematico: il sindaco promette, in caso di vittoria, una squadra profondamente rinnovata. Questo è un giudizio severissimo che lui stesso dà sul suo operato e su quello dei suoi attuali collaboratori. Se dopo dieci anni sente il bisogno di cambiare tutto, non fa altro che confermare ciò che noi denunciamo da tempo: l’azione amministrativa attuale è scarica e priva di quella spinta che serve a una città come la nostra.

La proposta di Noi Siamo Curtatone nasce da premesse totalmente differenti e si poggia su impegni chiari. Innanzitutto, il nostro sindaco si dedicherà al cento per cento alla guida del Comune, senza cercare incarichi aggiuntivi o poltrone di prestigio altrove. Il Comune non può essere un impegno part-time.
In secondo luogo, la squadra che affiancherà il primo cittadino sarà costituita da persone scelte per specifiche competenze, dedicate esclusivamente a prendersi cura delle reali necessità del nostro territorio e non a logiche di equilibrio politico.
Vogliamo inoltre che i consiglieri comunali tornino a interpretare appieno il loro ruolo di raccordo costante tra l’amministrazione e le frazioni, presidiando ogni quartiere affinché nessuno si senta cittadino di serie B.

Infine, abbiamo costruito una rete larga di mobilitazione civica e partitica che non sparirà dopo il voto, ma resterà un laboratorio permanente per elaborare visioni, relazioni e sviluppo, mantenendo vivo il confronto con la cittadinanza. Molti cittadini, compresi diversi che in passato hanno sostenuto il sindaco, si stanno avvicinando al nostro progetto perché apprezzano questo modo di fare politica che mette al centro il coinvolgimento e non l’uomo solo al comando.

Noi non ci candidiamo contro qualcuno, ma per Curtatone. Dopo quindici anni vissuti dal sindaco tra i banchi della giunta, prima come assessore e poi con la fascia tricolore, crediamo che sia giunto il momento fisiologico di provare altre esperienze e nuove energie.
L’invito che faccio ai miei concittadini è semplice: provateci.
Dateci l’opportunità di dimostrare che si può amministrare con entusiasmo e presenza costante. Se non saremo all’altezza, e sono convinta che invece lo saremo, tra cinque anni sarete voi a mandarci a casa. Bottani con la sua lettera ci ha confermato la sua candidatura, ma Curtatone oggi non ha bisogno di un sindaco che si giustifica o che appare rassegnato.

Ha bisogno di tornare a correre.


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